TRIBUNALE DEI MINORI DI NAPOLI = ARMA DI DISTRUZIONE FAMILIARE, LUOGHI DI ANNULLAMENTO DEI PADRI
NON ABBIAMO ALCUNA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA CHE VIOLA MANIFESTAMENTE IL DIRITTO: tiriamo fuori il conflitto dei genitori dai tribunali civili e minorili che lucrano sui minori: usano motivazioni false ed inesistenti nella realtà fenomenica
LEGALIZZAZIONE DEL SEQUESTRO DEI BAMBINI, SECONDO L’ASSURDO ILLEGALE PRINCIPIO CHE INTERESSE DEL FIGLIO È NEGARGLI IMMOTIVATAMENTE IL PADRE, SEQUESTRANDOGLIELO ED INSEGNANDO A MANCARGLI DI RISPETTO (P.A.S.), NONCHE’ INNESCANDO DOLOSAMENTE IL DISAGIO E L’ODIO IRREPARABILE TRA I COMPONENTI FAMILIARI - BASTA LASCIARE LA MADRE ALIENANTE LIBERA INDISTURBATA DI RECIDERE IL LEGAME PATERNO, RENDENDO PADRE E FIGLI ESTRANEI E FUTURI INCOMUNICATIVI NEMICI.
NON POTENDO INTERVENIRE SUL CSM, DOBBIAMO INTERVENIRE SULLE LEGGI UNA AD UNA PER ELIMINARE QUEI CRITERI DISCREZIONALI EFFETTO DEI VUOTI LEGISLATIVI E DELLE OMISSIONI USATI DALLA DITTATURA, PER CUI
La legge DISAPPLICATA impedisce la DIFESA DEI PADRI dall’ALTERAZIONE del SISTEMA GIUDIZIARIO in materia di famiglia, dalle FEMMINE DELINQUENZIALI, dalle MAGISTRATE SESSISTE, dai VECCHI PROTETTORI EX-PADRONI PENTITI, dai BIGOTTI, dai SEMI-MASCHI CORTIGIANI IN DIVISA, dai MILLE INGIUSTI PRIVILEGI DI CUI GODONO INCOSTITUZIONALMENTE le donne.
Paradosso : La vostra richiesta di giustizia si volge agli operatori che assecondano manifestamente i desideri irrazionali della madre, le cui “resistenze culturali” (ndr. tendenze ed opinioni personali non terze) sono favorite da oggettive difficolta`di lettura del testo, profittando della mancanza in alcuni fondamentali passaggi riguardanti la inequivoca prescrittivita`delle norme.
A TAL PUNTO IL CITTADINO SI ACCORGE CHE TUTTE LE TASSE PAGATE IN UNA VITA SONO STATE LETTERALMENTE RUBATE DA UNO STATO IN CUI E’ IMPOSSIBILE IDENTIFICARSI
Solo perchè MASCHI sarete CRIMINALIZZATI, DERUBATI, DISCRIMINATI e DISTRUTTI mediante semplici pretesti istigati proprio dai giudici.
venerdì
6% voti reali e LEGA NORD ANNULLA UNITA’ D’ITALIA: è mai possibile vanificare e mortificare così i nostri nonni caduti d’Italia nelle guerre?
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Magistratura composta di esseri umani che attingono e riversano in quel lavoro senza responsabilità ogni risentimento personale. Siamo troppo esposti!
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giovedì
Italiani si sentono tutelati da leggi incapaci di tutelarli. Avvento nuovo fascismo imminente e graduale;ignoranti inetti a percepire inganno politico
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Imporre il cognome femminile sull’altare, prima del sì? Non ci pensano nemmeno! Fallirebbe la truffa matrimoniale svegliando l’uomo: S’IMPONE DOPO!
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mercoledì
MAGISTRATI DISPERDONO LE FAMIGLIE PER POI RIPARARLE. Peccato che fanno bene questo lavoro, e così giustificano la loro dannosa esistenza lucrativa
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Cassazione: hanno tempo per udienze insignificanti sotto prescrizione, ma scarcerano capi mafia per decorrenza di termini. Macchè giustizia “de che”?
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Nessun delinquente presunto può accettare di essere processato da una autorità più immorale di chiunque altro. Quindi Berlusconi è patriota corruttore
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martedì
SESSO DEBOLE CHI ? Rivediamo il concetto obsoleto che fa ancora comodo alle protette privilegiate, con pesanti effetti sociali negativi
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lunedì 12 aprile 2010 - CAMORRA E DROGA:18 arresti fra mondragone,castelvolturno e giugliano. QUASI TUTTE DONNE, molti arrestati legati ai casalesi. vendevano coca e marijuana
18 arresti, 14 dei quali sono donne, tutti accusati di associazione mafiosa finalizzata all'importazione, commercializzazione e vendita di cocaina e marijuana, un reato reso più grave dal metodo mafioso.L'operazione dei carabinieri di Mondragone ha permesso di scoprire che la banda importava fiumi di cocaina sul litorale domizio, poi la droga veniva stoccata in alcuni depositi, tagliata e trasformata in dosi, pronta da vendere nella zona fra Mondragone, Castelvolturno e Giugliano, nel regno del clan dei Casalesi.
Gran parte della banda è costituita da donne che hanno sostituito nel traffico di droga i mariti già in cella, come la moglie di Giovanni Letizia.Proprio loro avevano messo su un traffico di droga molto redditizio con una rete di piccoli pusher che spacciavano dappertutto.
Pubblicato da Anna Maria Chiariello
http://annamariachiariello.blogspot.com/2010/04/camorra-e-droga18-arresti-fra.html
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In uno stato di diritto quando una legge è ritenuta sconsiderata non la si disapplica, la si cambia motivando in Parlamento e non in tribunale
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VOGLIAMO MAGISTRATURA PROCESSABILE! Criterio: se sono onesti, non hanno nulla da temere, tutti hanno diritto di essere giudicati da menti oneste
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sabato
L’INGANNO GLOBALE ITALIANO È L’INFORMAZIONE asservita: lavora in sintonia con ignoranza.Classiste fiduciate si ripuliscono sui buoni (marcati cattivi)
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EQUILIBRIO TRA I SESSI, NON LEGGI MECCANICHE SENZA INDIVIDUALITÀ: ecco cosa combinano maschi autorizzati al libero arbitrio religioso
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Yemen, bimba sposa muore tre giorni dopo le nozze. La tredicenne è deceduta per «lesioni gravissime all'apparato genitale»
Nel paese è in discussione una legge contro i «matrimoni di scambio»
08 aprile 2010 SANA'A - Una bimba yemenita, data in sposa all'età di tredici anni, è morta ad Hajjah, città a nord di Sana'a, dopo soli tre giorni di matrimonio. Secondo quanto denuncia un'organizzazione yemenita per i diritti umani, citata dal giornale arabo 'al-Quds al-Arabi', dal referto medico si evince che la giovanissima sposa sia deceduta «per lesioni gravissime all'apparato genitale, che hanno portato ad emorragie fatali». Per i medici, Ilham Mahdi Shui al-Asi, è questo il nome della piccola, non era ancora pronta per il matrimonio e la violenza sessuale subita dal marito l'ha portata alla morte.
«UNA MARTIRE» - In una nota diffusa dall'organizzazione umanitaria 'Forum al-Shaqaiq' si legge che «la piccola è morta venerdì scorso dopo essere stata ricoverata all'ospedale al-Thawra, mentre solo il lunedì precedente, il 29 marzo, aveva partecipato alla sua festa di nozze». La giovane Ilham ha subito quello che nei villaggi dello Yemen viene chiamato 'matrimonio di scambio'. La tredicenne è stata data in sposa a un uomo che a sua volta ha dato in sposa la sorella a un uomo della famiglia di Ilham. Per questo l'ente umanitario definisce la piccola «martire dei matrimoni combinati con minorenni, ancora in uso nel paese». Questo episodio potrebbe riaprire di nuovo il dibattito sulla necessità di emanare una legge in Yemen che ponga un limite di età per il matrimonio. La proposta di legge presentata nelle scorse settimane si è arenata nel dibattito in parlamento dopo la serie di manifestazioni organizzate dai gruppi islamici che la considerano contraria alla sharia (fonte Adnkronos).
http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_08/bimba_sposa_morta_matrimonio_f1f7ab7c-4315-11df-ad88-00144f02aabe.shtml
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venerdì
MATRIMONI si CELEBRANO PER ESSERE DISTRUTTI da moglie appena l’uomo si sveglia, con vantaggiosissimi esiti economici giuridici su casa denaro e figli
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RIFORMA MINORILE URGENTISSIMA: qualsiasi cosa dice un padre in tribunale non serve a nulla, deve decidere solo la madre e giudici sessisti concordano
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INGIUSTIZIA PRODUCE CONFLITTO, funzionale al redditizio scopo di trascinare il malcapitato in macchina delle consulenze spartibili: parcelle spaziali
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giovedì
IL DIRITTO NON ESISTE SE PUÒ ESSERE INTERPRETATO senza comparazione col risultato finale costituzionale. Vince lavoro disonesto, ribaltaltata ratio
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GRAVE ERRORE CONFIDARSI COI GIUDICI: hanno idee etiche personali non morali incoerenti col diritto, la cui matrice erano esigenze sociali
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MADRI USANO TRIBUNALE DEI MINORI PER VENDETTE PERSONALI, profittando misandria dolosa e discriminazione sessista: Asia Argento ruba figlia a Morgan
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29 aprile 2010 - Lite con Asia, Morgan ricusa giudice
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo480308.shtml
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martedì
SEPARAZIONI RELEGATE AL RANGO DI PROBLEMA PRIVATO E NON SOCIALE. Media tacciono: vecchi donne e semi uomini vogliono così, bambini non possono parlare
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ERMELLINI IMPAZZITI: Cassazione: dichiarazione di adottabilità del minore a cui viene vietato dai nonni affidatari di vedere la propria madre
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Si fa fatica a crederci: oltre il grottesco fantascientifico!!!
03 aprile 2010 - (Luisa Foti) Il minore a cui non viene concesso di vedere la propria madre da parte dei nonni affidatari, è adottabile. Anche se i nonni si sono occupati e hanno accudito il minore, infatti, il bambino è adottabile se gli stessi nonni affidatari non gli hanno permesso di avere rapporti con la madre. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 7961 del 30 marzo 2010 ha precisato che “la situazione di abbandono che rende necessaria la dichiarazione di adottabilità, come ha sostanzialmente ritenuto la sentenza impugnata, non consiste soltanto nel rifiuto intenzionale e irrevocabile dell’adempimento dei doveri genitoriali e parentali, ma anche in una situazione di fatto obiettiva che, a prescindere dagli intendimenti e desideri dei genitori e parenti, impedisca o ponga in pericolo il sano sviluppo psicofisico del minore, dovendosi prescindere da giudizi di responsabilità e colpevolezza a carico di genitore e parenti e dovendosi invece guardare unicamente alla situazione oggettiva e all’interesse esclusivo del minore”. Secondo la Cassazione, in definitiva, la corte di merito ha accertato “la perdurante incapacità degli appellanti a farsi carico dell’accudimento della piccola”. I ricorrenti e in particolare la nonna avevano erratamente considerato “l’affidamento quale un rapporto analogo all'adozione, in un’errata visione del proprio compito e relazione che la minore avrebbe dovuto conservare con la madre, ritenuta dalla nonna oggettivamente non possibile, in relazione alle profonde diversità fra le rispettive famiglie ed il loro modo di essere e di vivere”.
http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?t=cassazione-dichiarazione-di-adottabilita-del-minore-cui-viene-vietato-dai-nonni-affidatari-di-vedere-la-propria-madre&rn=9c9adb4877ff77df29966c98db2dd75a
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lunedì
Cani da guardia assunti per difendere la Costituzione, ne divengono proprietari, ribaltandola nel disporne e goderne di proprio piacimento
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sabato
Innescano guerra tra genitori per motivare proprio intervento speculativo. Consulenti e operatori satelliti sottobanco clienti di chi li dispone utili
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INNOCENTI TRASFORMATI in COLPEVOLI grazie al malfunzionamento giudiziario che non garantisce affatto la verità reale, ma solo processuale contingente
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venerdì
NEGAZIONE LIBERTA PATERNITA IDENTITA:Costituzione non approva violazione diritti umani su motivazioni invalide, teoremi indiziari,“fumus” discriminato
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giovedì
PRETENDIAMO CONTROLLI SUI GIUDICI ULTERIORI ED ECCEZIONALI, per scovare le vergogne annidate nelle istituzioni, soverchiando la connivenza del CSM
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ASSENZA DI TERZIETÀ per buona parte magistrati: impongono visioni sociali proprie.Mancante cioè requisito che fonda fiducia istituzionale immunitaria
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mercoledì
Significato voto:NO IMMIGRATI COLONIZZATORI, NO ABUSI GIUDIZIARI FUORI DIRITTO, NO INUTILE COMPLICE PD MENO “l”,MAFIA TOLLERABILE in ECONOMIA LIBERALE
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Tribunale chiede prove, ma nella realtà vera non servono quelle su carta:basta mostrare danni ricevuti dal sistema giudiziario per conoscere la verità
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TRADIMENTO DEL PATTO GENERAZIONALE : ricche pensionate di reversibilità che non hanno mai lavorato un giorno e vecchi protettori in cerca di perdono
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martedì
MIRANO A CASE, DIRITTI ED ASSEGNI: CIOÈ alle CERTEZZE.All’uomo resta affanno e rischio di alti e bassi lavorativi, con relativo abbandono in disgrazia
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Le Iene 24/03/2010 - Enrico Lucci - Il dramma di un padre separato
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Il denaro degli uomini ed il loro sfruttamento generale è l’obiettivo d’amore femminile nel 2° millennio. Strumento bellico magistratura? favorevole!
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Smettiamola di lavorare per queste escort modellate dalla Tv. Non devono sfruttare gli uomini senza il nostro consenso, nessun diritto senza di noi
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Accreditare falso ruolo casalingo - materno - accudimento anziani a donne egoiste non adempienti è strategia mediatica sociale di discriminazione uomo
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Abusi giudiziari def.“scandalosi” solo perché vs Berlusconi. Uguali ai tanti processi farsa, repressivi dei diritti umani e civili, oltre che immorali
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Sposa sì di finto amore, ma prostituta veramente legalizzata per il poco sesso a venire, tanto poi l’amante sulla chat sana la depressione inventata!
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Tra centinaia non ho mai conosciuto una donna matura che non pensi a rubare mentre fa sesso. Solo meretrici e ladre: sono forse un uomo sfortunato?
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lunedì
Manipolo di 9000 impiegati statali annulla leggi statali ed esautora Parlamento e popolo. Sono Terroristi attentatori della Costituzione con strategie
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MAGISTRATURA PIENA DI DENUNCE ALLA CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani):vero quadro dei “garanti” legalità italiana, serve 4° e 5° grado di giudizio
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Giudici promotori abusivi del cambiamento sociale anti familiare, perseguito attraverso l’annullamento paterno in favore delle mantenute delinquenti
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BUFFONATA: L'Aquila, blitz della polizia libera i 3 figli che il padre teneva in ostaggio. È in causa di separazione con la moglie e teme di perdere l'affidamento dei bambini: minacciava azioni violente.
In un alloggio del progetto Case a Paganica L'Aquila, blitz della polizia libera i 3 figli che il padre teneva in ostaggio.
È in causa di separazione con la moglie e teme di perdere l'affidamento dei bambini: minacciava azioni violente
30 marzo 2010 - Poco prima delle 7 gli uomini del Nocs, il gruppo speciale della Polizia addestrato in operazioni ad alto rischio (MA E' SOLO UN PADRE CHE DIFENDE I PROPRI FIGLI!!!), ha liberato con un blitz i tre bambini (uno di 9 anni e due gemellini di cinque) tenuti in ostaggio dalla serata di ieri dal padre. L'uomo, che ha in corso una causa di separazione dalla moglie, temeva di perdere l'affidamento dei piccoli e si era chiuso in uno degli appartamenti del Progetto Case (Complessi antisismici sostenibili ecocompatibili) minacciando azioni violente. Nella notte erano proseguite le trattative per arrivare alla sua resa, ma vista l'inutilità degli sforzi, i Nocs hanno sfondato la porta di casa e liberato i bimbi che stanno bene.
http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_30/aquila-uomo-barricato-casa-figli_7930a6be-3b7f-11df-80d0-00144f02aabe.shtml
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domenica
Berlusconi, aiutaci con una legge che licenzi e controlli la magistratura che si macchia di crimini, anche con la loro carcerazione, eternamente grati
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La Legge 54/2006 è stata Abrogata (Annullata).
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Giudici hanno impedito concepimento di milioni di italiani, a causa loro genitori hanno rinunciato a farli nascere e mai sono nati,contro Costituzione
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Ma non c’è bisogno della Ru486. Nessuno vuole bambini per distruggersi nei tribunali. Abbiamo le magistrate ed i vecchi bigotti anticoncezionali !
30 marzo 2010 - interruzioni farmacologiche di gravidanza: pillola che permette alle donne di scegliere l'aborto farmacologico.
E le nostre nonne, tanti sacrifici, pensavano di concepire madri bestie che commettono infanticidio, o la cui vita è volutamente ed ingiustificatamente sterile ?
Esiste Dio nelle loro menti, o i mediatori ecclesiastici abusivi consentono un perdono “aggiustato” con 300.000 Ave Maria ?
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/30/news/ru486_arriva_in_italia_il_camion_della_discordia-3010648/
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SCOMPAIONO FATTI e NOTIZIE: HAITI dimenticata fu COPERTA MEDIATICA per nascondere processi a Berlusconi e accreditarsi aiuti italiani mai forniti
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BERLUSCONI e MAFIA: non sono principale problema italiano. Ignorate milioni di famiglie che soffrono causa sistema deviato giudiziario incontrollato
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Non si preoccupano di essere nel giusto, ma solo essere “coperti” se attaccati via legale. Non sembrano umani, ma militari contro noi vermi minuscoli
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Se i magistrati si riscontrano inaffidabili, che valore la legge deve dare alle loro sentenze? Magistratura corretta è organismo indispensabile
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sabato
GIUSTIZIALISTI VOGLIONO CONSEGNARE IL POTERE INCONTROLLATO nelle mani degli impiegati statali raccomandati e mai eletti, con pretesti propagandistici
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Curioso madri che rubano sul marito e pure sugli assegni dei figli per vivere la propria vita in modo migliore. Non somigliano alle nonne, che schifo!
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giovedì
Donne: furto continuo, in cambio un pò di sesso. Se firmiamo, quanto ci costa stà patata? Riapriamo case chiuse, fatturate e certificate, ci conviene!
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mercoledì
PRIMA ESASPERANO L’UOMO, POI LO CALUNNIANO al sistema giudiziario “amico” delle donne. Manovra che solo stupidi non comprendono
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APPROFITTANO DEI FIGLI PICCOLI PER DISTRUGGERE FAMIGLIE MAI VOLUTE: Ecco emancipazione donna lavoratrice da modelli televisivi, persuaso protagonismo
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NESSUNA DONNA VORRÀ MAI FARE L’INTERESSE DELL’UOMO. Nemmeno la madre:è questione di genere ed egoismo, lei protegge se stessa e le donne prima di tutt
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NEL CONFRONTO CON DONNE L’UOMO ENTRA IN TUNNEL VARI dai quali non ne esce più. Suo nemico si scambia magistratura misandra invasiva. NESSUNA SPERANZA!
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FIGLI IN ITALIA? NO GRAZIE! Responsabilità delle indagini per reati femminili contro i padri in mano alle … femministe! (ed ai bigotti femministi!)
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MASCHIO RAZZA UOMO: unico animale tanto stupido da proteggere propria aguzzina senza preoccuparsi distinguere sentimenti da recita.TRUFFA MATRIMONIALE
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Effetto Giudici + donne emancipate = Se non fosse per coppie immigrati -ha affermato Fini- tasso di natalità del nostro Paese sarebbe da allarme rosso
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«Il concetto di patria va pensato in una logica multietnica»
24 marzo 2010 - Si arrivi in fretta a concedere la cittadinanza ai bambini figli di immigrati. È questo l'auspicio del presidente della Camera Gianfranco Fini, che a Milano è intervenuto alla presentazione del rapporto sulla famiglia del Cisf. «Se non fosse per le coppie degli immigrati - ha affermato Fini - il tasso di natalità del nostro Paese sarebbe da allarme rosso. Per fortuna nel dibattito politico si sta avviando una discussione sul ruolo degli immigrati che spesso con il loro lavoro servono per pagare le pensioni ma non possiamo fermarci a metà del ragionamento». Ed è a questo proposito che il presidente della Camera ha sottolineato la necessità di un percorso sulla cittadinanza, una «questione di civiltà», secondo il numero uno di Montecitorio. «Si può discutere - ha spiegato - sui sette, i dieci o i dodici anni ma non lo si può fare per i bambini. Per loro, che sono già negli asili con i nostri figli, che parlano il dialetto, che fanno il tifo per la stessa squadra, è necessario pensare ad un percorso breve per la cittadinanza».
http://www.corriere.it/politica/10_marzo_23/fini-immigrati-cittadinanza-bambini_40b36b94-3672-11df-95eb-00144f02aabe.shtml
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martedì
Spese Consulenze e Incarichi: nessun giudice tiene conto della crisi, anzi liquida raddoppiato per suoi amici. Mentre utente è incastrato in giudizio!
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lunedì
Processi che nessuno controlla se frutto di giustizia o di giochetti, né se la ratio della legge ha avuto il giusto sviluppo per mano dei giudici
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Papa Ratzinger ben conosce le truffe matrimoniali, ma si omologa collaborativo. Poco possibili le prove della truffa sui sentimenti negli annullamenti
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QUESTIONE MORALE GIUDIZIARIA: Lo stato non siamo più noi, ma terzi aguzzini che millantano democrazia, invadono sostituendosi alla volontà dell’utenza
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venerdì
ADULAZIONE AUTOREFERENTE di poche toghe: se partigiani potessero risorgere, i molti non d’accordo esigerebbero indietro la vita immolata inutilmente
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Molti a volte se ne vergognano, costretti ad omologarsi ad un ordine di casta che non lascia spazio ad umanità moralità e costituzionalità quando si tratta di discuterne il potere.
Resta naturalmente l'obbligo, bisogna pur mangiare ed andare dal parrucchiere.
E naturalmente - a noi vermi - non hanno mai chiesto il parere.
Come si dice: se la cantano e se la suonano da soli!

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Se MAGISTRATI POSSONO INTERPRETARE LA COSTITUZIONE, allora lo stato di diritto è finito, poichè il loro agire non ha obiettivo certo da raggiungere
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«In Italia nessuno rispetta più le regole Anche dai magistrati scelte allarmanti». Guido Rossi: ogni istituzione recuperi la consapevolezza del proprio ruolo
«Viviamo in uno stato di allarme continuo. I fatti, o meglio le notizie che continuamente riceviamo, non fanno altro che evidenziare un conflitto permanente tra istituzioni dello Stato. Esecutivo, Parlamento e la stessa magistratura, paiono essere in una competizione senza fine. Nessuno si sente responsabile delle proprie parole e dei propri atti, ripeto, magistratura compresa. E quel che è peggio prevale una filosofia del piagnisteo, figliastra povera di quell’allarme che ci rende incapaci di uscire da una situazione che a essere gentili è di evidente stallo».
Guido Rossi non nasconde il fastidio e la preoccupazione con la quale assiste al dipanarsi di scandali che uno dietro l’altro si rincorrono.
«Viviamo in uno stato di eccezione che giustifica l’assenza totale del rispetto delle regole. Situazione pericolosa che già delineò Carl Schmidt ».
C’è solo da sperare che il paragone non sia con gli anni Trenta del secolo scorso... In quegli anni si misero i germi di una guerra mondiale, dell’Olocausto. Non è un’esagerazione?
«Ovviamente non mi riferivo ai fatti ma a quello che diceva Schmidt. Vale a dire che uno stato di eccezione fa sì che le regole possano non essere rispettate. E questo vale per Guantanamo come per la Protezione civile italiana».
Paragone azzardato...
«È chiaro che si tratta di situazioni opposte e di non identica gravità ma in entrambe si viene meno ai percorsi codificati dalle regole per rispondere all’eccezionalità degli eventi».
Ma c’è o no un’anomalia italiana?
«Non c’è un’anomalia italiana. Le reazioni nel nostro Paese sono di intensità maggiore. Prenda ad esempio Obama. Ha perso il seggio che gli permetteva di arrivare a 60 voti e per far passare la sua riforma sanitaria del Senato che cosa fa? Non va certo al Congresso tentando di convincere i senatori. No, va in televisione. In questo senso la situazione è simile».
Perché simile?
«Perché quello che vuol far contare Obama come in Italia è la persona, la comunicazione, più che le idee. In Italia è lo stesso. Non si discute delle idee o di programmi, ci si polarizza. Internet poi sta contribuendo a dividere i Paesi in tribù poco interessate a scambiarsi e a formarsi un’opinione quanto ad affermare la propria. Persino Facebook sorpassa Google: si cercano sempre più persone non profondità di ragionamento. Temendo l’astinenza ci si espone a un continuo flusso di informazioni non organizzate e prive di contesto che determinano un’amnesia sociale rispetto agli eventi dei quali si sta discutendo».
E arriviamo alla colpa dei giornali e dei giornalisti. Un alibi sempre funzionante se permette.
«La colpa non è certo dei giornali o dei giornalisti. Ma è innegabile che ci sia una produzione di informazioni quantitativamente sbalorditiva ma qualitativamente assolutamente imprecisa. Ammetterà inoltre che alcune conversazioni che vengono pubblicate sono del tutto inconsistenti ».
Allora ha ragione Berlusconi a prendersela con la magistratura?
«No, non ha ragione perché anche lui telefonando alle autorità, al comandante dei carabinieri si autodelegittima. Le sue telefonate non ottengono nulla perché facendo saltare le regole è come se negasse anche per sé il proprio ruolo istituzionale. E questo rischio lo stiamo facendo correre anche a Napolitano».
Anche Napolitano adesso parla troppo?
«No, cosa ha capito. Il contrario: le sue parole vengono continuamente interpretate. Ma si può? Il presidente della Repubblica non è una figura che possa essere messa al servizio di questa o quella opinione. È l’arbitro. E invece le sue parole vengono usate da una parte e dall’altra per attaccare altre istituzioni o peggio parti politiche ».
Ma la magistratura ci sta mettendo del suo.
«Lo sa che per me è un’istituzione che va sempre rispettata. Ma devo dire che alcuni magistrati ce la stanno mettendo tutta per partecipare a questa corsa nel gonfiare l’allarme continuo. Anche questa storia del commissariamento di società come Sparkle e Fastweb».
Be’ lì i reati ci sono: riciclaggio, perlomeno elusione fiscale...
«Al di là di quello che dovrà essere accertato. Se i fatti criminali sono ancora in essere allora si dovrebbero arrestare tutti i vertici attuali. Ma se non si verificano più perché punire la società con una pre-sanzione come il commissariamento invece di punire le persone che hanno violato la legge? Senza tenere conto poi dei tempi ».
L’ha detto lei, anche la magistratura ci sta mettendo del suo nel contribuire all’allarme.
«Certo. Non si ha consapevolezza delle conseguenze delle proprie parole e dei propri gesti. Ma perché un giudice deve andare alla radio o in tv, a spiegare cosa? Perché deve avvenire tutto in diretta?».
Perché così almeno è tutto più trasparente.
«No, assolutamente è il contrario della trasparenza. È solo rumore di fondo. È come se ci fossero in azione continua piromani e incendiari ma non si sentono suonare campane e i pompieri non arrivano».
E chi dovrebbe suonare le campane, fare il pompiere?
«La politica sicuramente. La democrazia screma, sa quali sono i temi prioritari da porre al centro dell’attenzione. Quello che accade oggi è comunicazione, non trasparenza, è marketing, vendita del prodotto, non democrazia. La vitalità della democrazia si verificò persino ai tempi di Mani pulite».
Veramente anche Mani pulite è un altro mito che cade.
«E si sbaglia. Certo a quei tempi abbiamo avuto un aiuto dall’Europa che andava formandosi e chiedeva scelte forti: ci ha donato un rigore di bilancio che ci ha messo al riparo anche durante questa ultima crisi».
Ma se persino le privatizzazioni sono state messe in discussione.
«Ma certo, la superficialità impera. Per una Telecom andata non bene si dimentica la strada fatta dall’Enel, dall’Eni, da Unicredit, Intesa. Certo oggi l’Europa è quella che non si accorge della Grecia, dopo che passa il tempo a dare un mese sì e un mese no i voti. È quella di un Eurostat che non verifica i conti».
Così siamo molto vicini alla filosofia del piagnisteo.
«Tutt’altro. Ci sono cose possibili da fare. Così come nel ’92 ogni istituzione deve riprendere consapevolezza del proprio ruolo. Capire che parole e atti hanno conseguenze e che buttare all’aria tutte le regole in assenza di nuove è solo un appiccare ulteriori roghi. Dobbiamo capire in questa situazione di crisi dove sono i germogli nascosti di una possibile rinascita. Si ricominci a parlare delle idee e meno delle persone. Si eviti come potrebbe accadere a queste elezioni di spingere le persone a non votare».
Anche il non voto è una scelta democratica.
«No, in questo caso le persone stanno scegliendo di non consumare. Hanno capito che questa non è una campagna elettorale ma pubblicitaria e di marketing. Si vota per delle idee, lei le ha viste?».
Daniele Manca - 20 marzo 2010
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Delinquente è chiunque delinque, sia politico che magistrato o prete, imputabile o impunibile. Nessun titolo garantisce la purezza dell’animo umano
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ISPEZIONI TRIBUNALI MINORILI e SEZIONI FAMIGLIA plausibili tutti i giorni: nessuno le dispone nemmeno d’ufficio, benché quotidiano l’abuso giudiziario
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mercoledì
ECONOMISTI o TRUFFATORI SERVI DI REGIME? Da Scienza e Tecnologia, benessere decuplicato in un secolo, ma tutti i popoli siamo alla fame: come mai?
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Non tutti i giudici agiscono nella legalità. Usano abnormità poiché non punibile, csm in clima giustizialista condivide: indica potere assolutistico
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Un padre non deve aspettarsi alcuna forma di protezione, ma solo discriminazione. Tribunale sessista: inutile chiarire fatti pensando di essere capiti
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martedì
Definite TASSE le estorsioni legalizzate ai danni cittadinanza: pretesto “tolleranza zero”. Contravvenzioni prive di criterio legale general preventiv
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Passano e fanno cassa mettendo fogliettini (a volte nemmeno!), tutti sono in difetto in casa propria, cioè sul proprio territorio. Sanzioni perché non si fa, e sanzioni perché si fa la stessa cosa poi chiamata diversamente.
Motivo sempre unico: creare fondi da fare scomparire con le solite tecniche amministrative a scatole cinesi e teste di legno (prestanome e soci occulti).
La magistratura resta a guardare, salvo rincorrere ai limiti della prescrizione, allora c’è fretta di perdere in bella figura.
Ma l’affamato che ruba al supermercato, o quello che cerca di non farsi saccheggiare dalla moglie, subito condannati!
Giustizia a mille velocità, che fiducia possiamo averne?
Di Pietro è un idolo, e Travaglio dice cose giuste.
Ma sono giustizialisti, lasceranno le cose come stanno specie in tasse, e con una fiducia - non si capisce ove riposta - nell’ordine giudiziario.
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PERSECUZIONE GIUDIZIARIA PATERNA: incredibile quadro di regime, in cui non si parte dai fatti, ma dalle opinioni e dagli interessi di genere femminile
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AVVOCATESSE CHE AVVICINANO MAGISTRATE AL TRIBUNALE DEI MINORI DI NAPOLI per reclamare solidarietà di genere, anche fuori dalla struttura giudiziaria
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Dai maschi esigono protezione perchè deboli, previa recita persuasiva: così semplicemente si consuma la guerra di genere.
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sabato
Tribunali “in nome” del popolo agiscono “contro” il popolo. Interventi devastanti in materia di famiglia minorile, e penale sui capri espiatori
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http://www.youtube.com/user/uguaglianza
- LA DISUGUAGLIANZA CREA CONFLITTO -
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venerdì
GOVERNI MONDIALI e TV ci enunciano stronzate di ogni tipo:persuadere il popolo bue, colonizzare, impadronirsi di petrolio e moneta, ovunque essi siano
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Le donne null’altro desiderano che comandare. L’amore è la balla per disarmare i polli e dargli un motivo per farsi accoppare
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giovedì
Abuso giudiziario è regola, minimo o totale, giuste sentenze l’eccezione. Berlusconi riformi giustizia cominciando da responsabilità di casta immune
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mercoledì
La donna nei ruoli di potere è pura arroganza. Libertà eccessiva fu giustamente negata dai nonni, oggi divenuta fucina di personalità antidemocratiche
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martedì
Creare leggi senza precetto, suscettibili di riempimento e svuotamento senza precisi contenuti, significa abbandonarci a discrezionalità impiegatizia
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lunedì
FaceBook: gruppo anti-down fatto apposta per approvare leggi finalizzate a soffocare la Rete in Italia: decreto Romani e DDL Alfano norma ammazza-blog
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decreto Romani sui video:
http://www.oneweb20.it/14/01/2010/decreto-romani-pubblicare-video-televisivi-sul-web-sara-reato/
DDL Alfano sulle intercettazioni, con nota norma ammazza-blog: http://www.guidoscorza.it/?p=1534
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sabato
Berlusconi ed il codice della volpe: come cambia le regole a suo favore
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http://www.repubblica.it/politica/2010/02/20/news/regole_volpe-2366191/
Ecco le leggi che hanno aiutato Berlusconi
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/scheda-leggi/scheda-leggi.html
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martedì
SENTENZE “A NASO” E NON PIÙ SECONDO DIRITTO: è così che lavorano troppi magistrati che sanno di rovinare minori e famiglie
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mercoledì
ANNULLAMENTO MARITI EVIDENTE, ma STATO e CHIESA proteggono le TRUFFE MATRIMONIALI negando diritti costituzionali maschili
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martedì
MAGISTRATURA POTERE FUORI CONTROLLO: Scrivono prima le sentenze, poi segue vestito di chiacchiere mirate che ratificano obiettivi personali immorali
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Via Poma, trovato morto Vanacore, ex portiere a lungo sospettato
9 marzo 2010 -
Vent’anni di martirio senza colpa portano al suicidio.
… Sull'auto c'erano dei grossi cartelli con frasi che secondo gli inquirenti potrebbero aver preannunciato un gesto estremo, come "Vent'anni di persecuzione, sono stanco della angherie"….
… «LO HANNO FATTO A PEZZI» - «Mio padre è stato condannato senza un processo. Lo hanno distrutto, lo hanno fatto a pezzi». È amareggiato Mario Vanacore, figlio dell'ex portiere. «Sono passati vent'anni, eppure tutte le volte che si è parlato della mia famiglia è stato solo per massacrarci», ha ribadito Mario Vanacore ad alcuni giornalisti che lo hanno interpellato. «Hanno reso la vita di mio padre un inferno», rincara la dose l'uomo, che vive a Torino e fa il portiere in uno stabile dell'elegante quartiere della Crocetta. «Aveva tanti progetti, voleva comperare una casa - ricorda ancora - ma ha dovuto utilizzare tutti i risparmi che aveva per pagarsi gli avvocati». Anche Mario Vanacore negli anni scorsi è finito nell'inchiesta. …
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE6280CD20100309
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E’ ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE, macchè RIFORME COSTITUZIONALI! modalità diversa di definire tale politica al fine di eliminare la democrazia popolare
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giovedì
ABUSI GIUDIZIARI CON IMPUNITA' TUTTI I GIORNI, ed oggi recite con la Costituzione in mano da coloro che non la osservano e fanno sempre come vogliono
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Berlusconi farsi processare dal libero arbitrio sfrenato dei suoi avversari politici? Che sia mafioso (???) non giustifica scomparsa stato di diritto

274° post
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spiacente pereorare la sua causa, ma l'Italia non può sopportare i soprusi di una magistratura non meritevole di fiducia e fuori della certezza del diritto!
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SENZA INTERNET IL POPOLO È SENZA VOCE:non esisterebbe giuridicamente maggior parte proteste di incostituzionalità, TV Mediaset si rimpiazza ai valori
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http://www.antoniodipietro.com/2010/01/il_decreto_romani_mediaset.html
Giulietti & Gentiloni sul Decreto Romani (legge anti Sky e contro la Rete)
articolo di Scorza che spiega tutto: http://www.guidoscorza.it/?p=1455
articolo di Giglioli: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/14/portarsi-avanti-a-cosa-serve-il-decreto-romani/comment-page-1/#comment-429046
il decreto Romani avrà lo scopo di recepire la nuova direttiva Ue relativa alle regole per la trasmissione di contenuti video, ma vi sono tre punti che fanno discutere non poco e che hanno aperto delle polemiche tra maggioranza e opposizione, nonché tra la gente che naviga in Internet.
Uno di questi, forse il più delicato, è la clausola che chiederà al Garante per le Comunicazioni di monitorare i siti di videosharing alla ricerca di video televisivi pubblicati senza autorizzazione, penalizzando così la condivisione di filmati aventi ad oggetto spezzoni di programmi televisivi, di film o di altri contenuti interessanti.
Ovviamente a protestare sono essenzialmente gli utenti della Rete, i quali temono di vedere così svuotati e stravolti i siti di condivisione del materiale video più richiesto, a quel punto fruibile quasi esclusivamente dai portali delle emittenti e con modi e tempi da esse decisi.
Sempre nello stesso decreto sono poi presenti le regole che mirano ad abbassare il tetto pubblicitario per le pay TV a favore delle emittenti gratuite o magari di altri media, oltre allabolizione dei finanziamenti per la produzione indipendente di fiction e del cinema italiano, che a dire di molti potrebbe portare ad un impoverimento del settore.
FONTE: http://www.oneweb20.it/14/01/2010/decreto-romani-pubblicare-video-televisivi-sul-web-sara-reato/)
- Testo del Decreto Romani: http://blog.quintarelli.it/files/atto-governo-n.-169.pdf
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=90019&sez=HOME_INITALIA
http://punto-informatico.it/2796300/PI/News/decreto-romani-fronte-dei-no.aspx
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=7154&ID_sezione=38&sezione=News
http://www.oneweb20.it/14/01/2010/decreto-romani-pubblicare-video-televisivi-sul-web-sara-reato/
http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=338930
http://www.asca.it/news-TV__NATALE__SCHEMA_DECRETO_ROMANI_AGGRAVA_ANOMALIA_ITALIANA-887231-eco-1.html
«I provider non sono responsabili per i download illegali degli utenti». I giudici australiani bocciano la causa intentata dai colossi di Hollywood e danno ragione a iiNet
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_febbraio_05/diritti_rete_hollywood_carola_frediani_91a42c78-1246-11df-b50d-00144f02aabe.shtml
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ESCLUDETE TRIBUNALI DALLE FAMIGLIE: dannose istituzioni invasive in mano all’odio per i maschi, collaborativi con TV che propaganda odio sessista
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Oramai le magistrate fanno quello che vogliono: si infilano nel tessuto familiare a forza, condannando persino i padri separati ed esclusi dalla moglie all’educazione dei figli
http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_04/ferrarella_milano_tribunale_2afaccb8-1154-11df-806e-00144f02aabe.shtml
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domenica
La carica dei tacchi alti. Altre veline in lista col premier. Parlamentari fasulli: ecco arrivare lo stipendio senza dare attività politica al popolo
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http://www.repubblica.it/politica/2010/01/31/news/le_veline_in_lista_col_premier-2138564/
http://www.repubblica.it/politica/2010/01/23/news/veline-candidate-2048396/
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sabato
FACEBOOK DISABILITA L’ACCOUNT senza alcuna spiegazione ed arbitrariamente: siamo al profittare della posizione dominante, o è stato costretto ?
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BUGIE MEDIASET su COMPLOTTO D’ADDARIO e CASE TERREMOTATI L’AQUILA. Berlusconi si auto-assolve in sue TV: nessun complotto e pochissime casette
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TRUFFA MATRIMONIALE CONDIVISA DALLA CHIESA: Ratzinger finge di non sapere che il sacramento è strumento facile di usurpazione della vita altrui
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http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51717girata.asp
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giovedì
DIVIETO BURQUA: MANCANZA RISPETTO COSTUMI E RELIGIONE ALTRI POPOLI. Occultato confine razzista; oramai donne ciarpame in Parlamento scalzano tutto
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DECRETO ROMANI su INTERNET: stiamo per diventare tutti emittenti televisive e su tutti noi si corre il rischio della responsabilità editoriale
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20 gennaio 2010 -
www.byoblu.com/attacco_alla_rete
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Mancano i soldi?I Comuni rimediano con multe stradali (Corriere della sera 24.01.10). Nel 2008 ne sono state fatte 12,6 milioni:una vera tassa occulta
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Ogni italiano munito di patente ha pagato in media 76 euro, ogni vigile ha compilato verbali per 43 mila euro.
(vedi 67° post http://giosinoi.blogspot.com/2009/08/lotta-allevasione-fiscale-e-lotta.html )
ROMA - I Comuni italiani fanno cassa con le multe stradali, che fruttano di più delle addizionali Irpef. Il risultato è che gli italiani pagano una vera e propria tassa occulta. È quanto emerge da un'indagine condotta dall'Adnkronos consultando i bilanci dei Comuni italiani. Nel 2008 sono state fatte 12,6 milioni di multe, 1.427 all'ora e 24 al minuto. Ogni italiano munito di patente ha pagato in media 76 euro mentre ogni vigile ha compilato verbali per 43 mila euro.
VOCE IRRINUNCIABILE - Le entrate per le infrazioni degli automobilisti sono infatti una voce irrinunciabile per far quadrare i conti e le amministrazioni comunali indicano in bella evidenza il gettito previsto per i prossimi esercizi nei bilanci di previsione. Una cifra crescente che viene stimata tenendo conto delle entrate degli anni precedenti e, soprattutto, delle voci di spesa da compensare. Il Comune di Verona, per esempio, dalla vo¬ce «sanzioni al codice della stra¬da» conta di in¬cassare quest'anno 13,2 milioni di euro contro i 10 milioni del 2009. Il Comune di Salerno prevede un aumento del gettito delle multe che pas¬sa dagli 11 milioni del 2009 ai 15 milioni del 2010. E la tendenza rimane inalterata se, invece dei Comuni più grandi, si prendono in considerazione quelli minori.
QUADRATURA DEI BILANCI - Il meccanismo favorisce evidenti forzature. Se al 30 giugno le multe incassate sono inferiori alla cifra indicata nei bilanci di previsione, nella seconda parte dell'anno si trova il modo di «far quadrare i bilanci». In tutti i bilanci dei principali Comuni italiani, andando a scomporre il flusso delle entrate da sanzione del codice della strada, si evidenzia un aumento consistente delle multe comminate nella seconda parte dell'anno.
VIOLATA LA LEGGE - L'articolo 208 del Codice della strada prevede che i proventi delle multe vadano reinvestiti in attività a favore della sicurezza e della prevezione degli incidenti stradali. Una prescrizione che viene spesso disattesa. Come evidenzia uno studio della Fondazione Caracciolo dell'Aci sui piccoli Comuni e polizie locali: «il 50% dei Comuni non utilizza le risorse derivanti da suddetti proventi come previsto per legge». Altrettanto evidente è la mancata applicazione della direttiva Maroni del 14 agosto 2009, che impone di installare gli autovelox su strade ad alto rischio di incidenti.
TRUFFE - Cresce anche il rischio di truffe ai danni degli automobilisti. Come nel caso dei sensori collocati sui semafori: la Cassazione con una sentenza del 30 ottobre 2009 ha dichiarato nulle le multe in caso di assenza del vigile urbano. Ma i verbali continuano ad arrivare. Basta aver oltrepassato un incrocio con il rosso scattato da 4 decimi di secondo su una strada congestionata con la circolazione che procede a passo d'uomo, per subire una multa di 160 euro e la decurtazione di 6 punti sulla patente.
PIÙ CARE - Dal 1° gennaio 2009 sono aumentati gli importi previsti per violazione del Codice della stada:
- divieto di sosta da 36 a 38 euro
- divieto sosta con pericolo da 74 a 78 euro
- eccesso di velocità fino a 10 km/ora da 36 a 38 euro
- eccesso di velocità tra 11 e 40 km/ora da 148 a 155 euro
- mancato uso cinture sicurezza o seggiolini da 148 a 155 euro
- sorpasso vietato semplice da 70 a 74 euro
- sorpasso vietato con pericolo da 143 a 150 euro
- sorpasso vietato con veicoli pesanti da 281 a 295 euro
- passare col semaforo rosso da 143 a 150 euro
- violazione generica della segnaletica da 36 a 38 euro
- mancata precedenza a incroci da 143 a 150 euro
- guida in stato ebbrezza da 500 a 12 mila euro
- guida sotto effetto stupefacenti da 1.500 a 12 mila euro. (fonte: Adnkronos)
http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_24/multe-comuni-tassa_3c496134-08fb-11df-a931-00144f02aabe.shtml
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lunedì
AUTOMATISMI GIURIDICI DANNOSI DA DISCREZIONALITÀ:se non limitabile potere magistrati, forzarli a operare per attenuarne effetti lesivi su tutti noi
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Tutti noi siamo gli INDIFENDIBILI DAGLI ABUSI GIUDIZIARIO E DELL'ORDINE COSTITUITO, VERO CHE NESSUN MINISTERIALE SI DEGNA DI CONTROLLARE LA VERIDICITA' DELLE PROTESTE DEI CITTADINI LESI DAI PROVVEDIMENTI INCOSTITUZIONALI.
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ANONIMATO è principale difesa di noi deboli dagli abusi storici dell’ordine costituito. Persecuzioni costrette a limitarsi al lavoro individualizzato
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GIUDICI NON SONO PALADINI LEGALITÀ: ottimo ridurre poteri incontrollabili magistratura, usati tecnicamente per eludere costituzione e leggi
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Gli impiegati statali, sappiamo tutti spesso assunti per canali irrituali come costume italiano, hanno il piccolo neo di valere sempre un tantino meno di quello che sono pagati.
Nel caso dei magistrati, chi può negare che essi ed esse non siano affatto terzi in relazione alle cause che trattano?
Chi può garantire il cittadino che in particolari cause non abbiano la propria visione “soggettiva”, che si porrà quindi come una sentenza pregiudiziale solamente da raggiungere con la successiva scrittura delle quattro chiacchiere “sentenza” magari scopiazzate?
Chi ci garantisce e che mezzi di difesa abbiamo contro tali abusi non denunciabili (e nemmeno rilevabili, tanto fa scandalo accusare un giudice, figuriamoci se poi punibili!), cioè avverso le capacità tecniche dei gruppi di potere imperversanti nella magistratura, che altresì forniscono indirizzi – obiettivo con cui omologare il comportamento della cittadinanza?
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venerdì
PROCESSO BREVE: perché È GIURIDICAMENTE E SOCIALMENTE GIUSTO e perché no. I Magistrati sono più pericolosi dei Mafiosi
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Come il giusto processo riconosceva il diritto ad una durata ragionevole, con la pecca di risarcire un danno già avvenuto e non impedito – previo ulteriore processo come scalino al riconoscimento del diritto - , ORA SI TRATTA DI AUTOMATIZZARE IL DIRITTO A NON SUBIRE L’INCAPACITÀ DEGLI IMPIEGATI STATALI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, OVVERO DI QUEI RACCOMANDATI DI CASTA CHE SI FREGIANO DI IMMUNITÀ ED IRRESPONSABILITÀ DI STATO.
Cosa è più grave tra un buco di debito pro capite di € 30.000,00 neonati compresi, o la possibilità di essere perseguitati a vita e senza difese dal sistema giudiziario in cerca di carriere e denaro, 90% di innocenti compresi ?
E per di più il debito publico non è stato formato tutto da Berlusconi, ma dai politici tutti nominati dal menefreghismo popolare, nepotismo, clientelarità ed assenza di rispetto per la Costituzione vista l’indifferenza ai fatti della politica, dal come la vedeva Calamandrei.
E per di più i mafiosi li hanno permessi loro, con la loro incapacità e la loro inefficiente secolare connivenza, ed ora si vorrebbero ergere a paladini della “loro” legalità impunibile ad castam ..
Meglio preoccuparsi dei mafiosi solo dopo essersi difesi dalle forze imbattibili dell’ordine costituito: i primi sono comunque e sempre perseguibili.
RESTA SEMPRE IL PASSO ERADICANTE E COSTITUZIONALE DA FARE, CIOÈ LICENZIARE E PROCESSARE I MAGISTRATI CHE HANNO COSCIENTEMENTE DANNEGGIATO CITTADINI E MINORI INERMI!
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sabato
GLI UOMINI COMUNICANO CON LE DONNE PER POTERLE PORTARE A LETTO. LE DONNE VANNO A LETTO CON GLI UOMINI PER POTERLI RAGGIRARE E USURPARE
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Se le leggi e le sentenze delle Corti Supreme impediscono di fatto una parità tra uomini e donne, privilegiando queste ultime nelle aule dei tribunali, allora è il momento di chiedere al Parlamento di cambiare radicalmente le leggi per ripristinare la parità e la giusta legalità non distorta
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MODIFICARE 317-bis cc.“Esercizio della potestà”:PERICOLO DI PREGIUDIZIO INVENTATO! bisogna CERTIFICARE DANNO PER PROLE PRIMA DI ALLONTANARE I PADRI
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venerdì
DISCRIMINAZIONE SESSISTA CONTENUTA GIA’ in art. Art. 317-bis Esercizio della potestà: spetta congiuntamente a entrambi (solo) qualora siano conviventi
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Questo articolo è INCOSTITUZIONALE ai sensi dell’art. 3 della COSTITUZIONE, nella misura in cui discrimina il genere umano in base al solo sesso, in quanto il minore non ha alcun interesse a perdere un genitore e la sua Potestà!
TUTTI I CITTADINI SONO EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE SENZA DISTINZIONE DI SESSO ....
TUTTE LE CHIACCHIERE GIURIDICHE SCRITTE NEI CODICI (che, come le altre leggi, sono di rango inferiore alla Costituzione, ed ottenute per manovre politiche per niente chiare all’elettorato) PORTANO COMUNQUE ALL’ESCLUSIONE DEL PADRE PER CAVILLO LEGALE CONFERMATO DALLE CORTI SUPREME
Art. 317-bis Esercizio della potestà
Al genitore che ha riconosciuto il figlio naturale (250) spetta la potestà su di lui.
Se il riconoscimento è fatto da entrambi i genitori, l'esercizio della potestà spetta congiuntamente ad entrambi qualora siano conviventi. Si applicano le disposizioni dell'art. 316. Se i genitori non convivono l'esercizio della potestà spetta al genitore col quale il figlio convive ovvero, se non convive con alcuno di essi, al primo che ha fatto il riconoscimento. Il giudice, nell'esclusivo interesse del figlio, può disporre diversamente; può anche escludere dall'esercizio della potestà entrambi i genitori, provvedendo alla nomina di un tutore.
Il genitore che non esercita la potestà ha il potere di vigilare sull'istruzione, sull'educazione e sulle condizioni di vita del figlio minore (147, 261).
http://it.wikisource.org/wiki/Codice_civile_-_Libro_Primo/Titolo_IX#Art._330_Decadenza_dalla_potest.C3.A0_sui_figli
L’AFFIDAMENTO DEI FIGLI NATURALI.
Fondamento e criteri di applicazione. (di Carmelo Padalino)
SOMMARIO: 1. Presupposto immanente. – 2. Proposte di modifica. – 3. Profili processuali.
1. PRESUPPOSTO IMMANENTE.
In ipotesi di cessazione del rapporto di convivenza more uxorio, per volontà di uno o di entrambi i
conviventi, è necessario l’intervento del Giudice minorile per stabilire presso chi deve stare il figlio comune?
Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno escluso la necessità di un simile intervento, sul rilievo che: «le disposizioni del
giudice, diverse rispetto alla regolamentazione legale (art. 317 bis comma secondo) possano essere prese su richiesta di uno dei genitorio di altri parenti o del P.M., e solo quando la situazione appaia esserepregiudizievole all’interesse del figlio minore (in applicazione o diretta od analogica dell’art. 330 e segg. cod. civ.)» (Cassazione, sezioni unite, 20 aprile 1991 n. 4273, in Giust. civ., 1991, I, 2998).
Ne consegue che, in tema di regolamentazione/modulazione della potestà genitoriale (tra cui va incluso il provvedimento di affidamento dei figli naturali), l’intervento del Tribunale per i minorenni, ai sensi dell’art. 317-bis Cc, è sempre subordinato alla sussistenza di un pericolo, anche solo potenziale, di pregiudizio per la prole, che costituisce un presupposto immanente a qualunque intervento richiesto al Giudice minorile (cfr., da ultimo, Cassazione 16 ottobre 2008 n. 25290, in Famiglia e minori, 2008, 11, 47, con nota di PADALINO).
Tanto è vero ciò che, in una successiva pronuncia, le Sezioni della S.C. hanno affermato che: «nel caso invece di cessazione della
convivenza dei genitori naturali (così come nel caso in cui non abbiano mai convissuto) l’art. 317 bis pone alcuni criteri attributivi
dell’esercizio della potestà e prevede come meramente eventuale e successivo l’intervento del giudice, costruendolo come preordinato a correggere il cattivo funzionamento dei criteri predetti ed eventualmente a stabilire regole alternative, secondo un ampio spettro di ipotesi che arriva fino alla possibilità di escludere entrambi i genitori dall’esercizio della potestà» (Cassazione, sezioni unite, 25 maggio 1993 n. 5847, in Foro it., 1994, I, 1525, con nota di CIPRIANI).
Dunque, l’art. 317-bis Cc non disciplina un procedimento specularmene corrispondente a quello di affidamento dei figli legittimi
previsto, nel giudizio di separazione, dall’art. 155 Cc, ma disciplina un procedimento diretto a sanare situazioni di crisi interessanti il minore, al fine di porre rimedio, attraverso il controllo giudiziario della potestà genitoriale e l’adozione di provvedimenti cautelari e temporanei (volti a disciplinare, in concreto, l’esercizio della potestà), ad una situazione pregiudizievole, anche solo potenzialmente, cui risulta essere esposto il minore.
L’art. 317-bis Cc non può considerarsi separatamente dal sistema generale del controllo giudiziario sulla potestà dei genitori, fissato
dagli articoli 330 e seguenti Cc, in quanto i relativi provvedimenti si pongono ad un livello intermedio fra quelli di decadenza e quelli di limitazione della potestà genitoriale, essendo improntati alla medesima ratio (Cassazione, sezioni unite, 23 ottobre 1986 n. 6220, in Foroit., 1987, I, 3278).
Secondo i giudici di legittimità: «per i figli naturali il controllo è più penetrante, perché le misure che possono essere adottate, in via
preventiva e non soltanto repressiva, possono articolarsi in modo più articolato e graduato rispetto alla decadenza ex art. 330 ed ai provvedimenti “innominati” di cui all’art. 333, fino a giungere – come nel presente caso – all’esclusione dell’esercizio della potestà nei riguardi di entrambi i genitori; misura però che si differenzia dalla decadenza, perché il genitore può conservare i poteri di cui all’ultimo comma, già rammentati. D’altra parte, i provvedimenti ex art. 333 non sempre escludono l’esercizio della potestà, ma possono limitarsi a dare disposizioni puntualmente vincolanti per il suo esercizio» (Cassazione, sezioni unite, n. 6220 del 1986, citata).
Una riprova di tale conclusione è data dal rilievo che un procedimento de potestate iniziato, ad esempio, per la dichiarazione di decadenza può portare all’emanazione di un provvedimento meno grave, ai sensi degli articoli 317-bis o 333 Cc; viceversa, dalla semplice richiesta di affidamento del figlio naturale potrebbe giungersi, nell’ambito del medesimo procedimento, alla decadenza di uno dei genitori dalla potestà.
Sotto il profilo processuale, il procedimento di modulazione/regolamentazione della potestà sui figli naturali (impropriamente
chiamato di «affidamento» degli stessi), in quanto procedimento volto al controllo della potestà genitoriale, è disciplinato dall’art. 336 Cc, posto che, là dove tale disposizione normativa richiama «i provvedimenti di cui ai commi precedenti», deve intendersi riferita – quanto meno in via di interpretazione estensiva – anche al provvedimento reso ai sensi dell’art. 317-bis Cc.
Tale conclusione non può ritenersi inficiata dall’entrata in vigore dell’articolo 4, comma 2, della legge n. 54/2006 (che ha esteso ai
«procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati» le nuove disposizioni, sostanziali e processuali, in tema di affidamento condiviso), tenuto conto che tale disposizione normativa: «ha il significato di estendere – all’evidente fine di assicurare alla filiazione naturale forme di tutela identiche a quelle riconosciute alla filiazione legittima – i nuovi principi e criteri sulla potestà genitoriale e sull’affidamento anche ai figli di genitori non coniugati, senza incidere sui presupposti processuali dei relativi procedimenti, tra i quali la competenza» (Cassazione 3 aprile 2007 n. 8362, in Famiglia e minori, 2007, 5, 15, con
nota di SPINA).
Pertanto, ancora oggi, uno dei presupposti immanenti a qualunque intervento richiesto al Tribunale per i minorenni (tra cui il
provvedimento di «affidamento» dei figli naturali) è costituito dalla sussistenza di un pericolo, anche solo potenziale, di pregiudizio per la prole.
2. PROPOSTE DI MODIFICA.
L’attuale assetto delle competenze in materia di potestà genitoriale, così come risultante a seguito
dell’entrata in vigore della legge n. 54 del 2006 e del fondamentale arresto della Cassazione del 3 aprile 2007, n. 8362, è perfettamente armonico e razionale, tenuto conto, per un verso, che attribuisce al Tribunale per i minorenni tutti i procedimenti volti al controllo della potestà genitoriale e che possono recare pregiudizio alla prole (tra cui il procedimento previsto dall’art. 317-bis Cc), e, per altro verso, perché, ad oggi, «l’ordinamento non disciplina espressamente un procedimento di affidamento dei figli naturali, riconosciuti da entrambi i genitori, nel caso di rottura della convivenza tra questi» (Cassazione n. 5847 del 1993, citata; nello stesso senso, si veda Cassazione n. 8362 del 2007, citata, secondo cui: «il diritto vivente – nell’assenza di una disposizione
espressamente rivolta a disciplinare un procedimento di affidamento del figlio naturale riconosciuto da entrambi i genitori, nel
caso di rottura della convivenza tra costoro – ha colto nell’art. 317-bis cod. civ., concernente l’esercizio della potestà sui figli minori riconosciuti da entrambi i genitori naturali, il referente normativo per giustificare l’intervento, sia pure eventuale e successivo, del giudice in materia»).
È significativo, ai fini in esame, che il legislatore, nel disposto dell’art. 4, comma 2, legge n. 54/2006, facendo riferimento ai «procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati» (e non già ai procedimenti di «affidamento» dei figli naturali, non essendo previsti in legge), non ha introdotto un nuovo procedimento, ma si è limitato a richiamare procedimenti già esistenti nel nostro ordinamento giuridico, aventi ad oggetto la regolamentazione/modulazione dell’esercizio della potestà parentale sui figli naturali, e, quindi, i procedimenti di cui agli articoli 317-bis e 336 Cc, già di competenza del Tribunale per i minorenni (si veda C. PADALINO, L’affidamento condiviso dei figli, Giappichelli, 2006, 261).
Pertanto, l’eventuale abrogazione dell’articolo 317-bis Cc, attualmente in discussione al Senato della Repubblica (avente come obiettivo «quello di armonizzare l’ordinamento in materia di potestà genitoriale, attraverso la concentrazione delle competenze giurisdizionali in capo al tribunale ordinario», così Relazione al Disegno di legge n. 1211), non determinerebbe lo spostamento della competenza a decidere sull’affidamento dei figli naturali in favore del Tribunale ordinario, non essendo previsto in legge alcun procedimento relativo ai figli di genitori non coniugati – cui fa riferimento l’art. 4, comma 2, della legge n. 54/2006 – che disciplini, dinanzi al Tribunale ordinario, l’affidamento dei figli naturali, ovvero la regolamentazione/modulazione dell’esercizio della potestà sugli stessi.
Né potrebbe sostenersi l’applicazione alle coppie di fatto, nel cui ambito sia nata prole, delle regole processuali previste dagli articoli
706 e seguenti Cpc (come sembrerebbe desumersi dalla citata relazione al disegno di legge, là dove si afferma che l’impianto normativo processuale operato nei giudizi di separazione e divorzio dalle leggi n. 80 del 2005 e n. 54 del 2006 escluderebbe «ogni intromissione della giurisdizione del tribunale per i minorenni»), tenuto conto che «la convivenza more uxorio rappresenta l'espressione di una scelta di libertà dalle regole che il legislatore ha sancito in dipendenza dal matrimonio: da ciò deriva che l'estensione automatica di queste regole alla famiglia di fatto potrebbe costituire una violazione dei principi di libera determinazione delle parti» (Corte costituzionale 13 maggio 1998 n. 166, in Famiglia e diritto, 1998, 205, con nota di CARBONE).
Ciò anche in considerazione del fatto che «diversi sono i presupposti dell’intervento del giudice in ordine alla emanazione dei
provvedimenti riguardo all’affidamento ed al mantenimento dei figli, a seconda che si tratti di crisi dell’unione di fatto e di crisi della famiglia fondata sul matrimonio» (Cassazione n. 8362 del 2007, citata).
Segnatamente, nella separazione personale dei coniugi la causa petendi ed il petitum sono rispettivamente costituiti, in via principale,
dall’esistenza di fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza e dalla pronuncia appunto di separazione (che presuppone, necessariamente, la cessazione della convivenza dei coniugi), cosicché le eventuali statuizioni relative ai figli minori, di cui all’articolo 155 Cc, si inseriscono nel quadro di una consequenziale regolamentazione della vita familiare, per cui, da un lato, vengono ad incidere soltanto sulle «modalità di esercizio» della potestà genitoriale e non postulano il pregiudizio o il pericolo di un pregiudizio per la prole medesima; viceversa, il procedimento per la disciplina della potestà genitoriale, di cui all’articolo 317-bis Cc, fa riferimento ad una condotta di uno o di entrambi i genitori necessariamente pregiudizievole al figlio (causa petendi) ed ha ad oggetto l’emanazione di provvedimenti volti a rimediare a tale situazione (petitum).
Quindi, l’unica conseguenza derivante dall’abrogazione dell’art. 317-bis Cc sarebbe costituita dall’eliminazione dei criteri che, in caso di cessazione della convivenza more uxorio, disciplinano attualmente, ed in assenza di un intervento del Giudice, l’esercizio della potestà sui figli naturali (con evidente vuoto normativo sul punto) e dalla necessità di individuare, in via interpretativa, lo statuto normativo della potestà genitoriale e dell’affidamento dei figli naturali nella crisi della coppia di fatto nella disposizione normativa di cui all’art. 333 Cc, considerato che occorre ricercare i «procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati», cui fa riferimento all’art. 4, comma 2, legge n. 54/2006, tra quelli aventi ad oggetto il controllo dell’esercizio della potestà genitoriale sui figli, e, quindi, tra i procedimenti di competenza del Tribunale per i minorenni.
Se è vero che, con i disegni di legge n. 1211 e 1412, «non si intende affatto esautorare il tribunale per i minorenni, giudice altamente
specializzato, ma anzi far sì che restino accorpate nella sua competenza tutte le questioni attinenti le censure alla potestà (articoli 330, 332, 333, 334 e 335 del codice civile» (così Relazione al Disegno di legge n. 1412), l’obiettivo di abrogare l’articolo 317-bis Cc è del tutto incongruo rispetto al fine perseguito, tenuto conto che trattasi di procedimento che rientra, a pieno titolo, nel sistema generale del controllo della potestà genitoriale (non a caso la S.C., nella citata ordinanza n. 8362/2007, ha chiarito che: «l’art. 317-bis cod. civ. conferisce al giudice ampi poteri di disciplinare in concreto l’esercizio della potestà nel modo che meglio corrisponde all’interesse del figlio»).
3. PROFILI PROCESSUALI.
La disciplina processuale dei provvedimenti che regolano/disciplinano la potestà genitoriale (articolo 317- bis Cc) è identica a quella propria degli altri provvedimenti volti al controllo della potestà genitoriale (ossia, l’articolo 330 Cc, che esclude la potestà, nonché l’articolo 333 stesso codice, che limita la potestà); conseguentemente, il procedimento volto all’emanazione dei suddetti provvedimenti si svolgerà nelle forme processuali di cui all’articolo 336 Cc, che si richiama agli articoli 737 e seguenti Cpc (e,
quindi, sui binari di quanto stabilito da tali norme), con applicazione diretta delle «disposizioni comuni ai procedimenti in camera di consiglio » (articoli 737 – 742-bis Cpc), in quanto compatibili, per colmare le lacune normative presenti nell’articolo 336.
Inoltre, si dovranno applicare direttamente, ex art. 4, comma 2, legge n. 54/2006, le norme processuali contenute nella citata legge che siano compatibili con la specialità del rito che governa il giudizio in esame.
Ne consegue che, nell’ambito del procedimento ex articolo 317-bis Cc, è possibile configurare:
a) l’obbligo di sentire sia il minore che entrambi i genitori (articolo 336, comma 2, Cc);
b) il potere del genitore interessato di chiedere la revoca di deliberazioni anteriori nei suoi confronti (articolo 336, comma 1);
c) il potere del giudice minorile di adottare, ex articolo 336, comma 3, anche di ufficio, provvedimenti temporanei nell’interesse del figlio (anche di natura patrimoniale, là dove, contestualmente all’affidamento, sia richiesto il mantenimento del figlio; contra, Tribunale per i minorenni di Bologna 1 ottobre 2008, in www.questionididirittodifamiglia.it);
d) i poteri istruttori del giudice (ivi compreso quello di disporre un accertamento della polizia tributaria sui redditi e sui beni dei genitori oggetto di contestazione;
e) i poteri di ascolto del minore;
f) il potere del giudice del procedimento di adottare i provvedimenti previsti dall’articolo 709-ter Cpc;
g) l’assistenza legale dei genitori e del minore (articolo 336, comma 4); h) la legittimazione dei nonni a proporre il ricorso ex articolo 317-bis, e non solo quello per la limitazione o decadenza della potestà dei genitori, al fine di ottenere una regolamentazione dei loro rapporti con i nipoti;
i) la legittimazione del Pubblico Ministero a proporre il relativo ricorso nei confronti di entrambi i genitori ovvero di uno solo di essi, tenuto conto che il provvedimento ex articolo 317- bis Cc viene emanato nell’ambito di un controllo penetrante sulla potestà genitoriale, che potrebbe condurre, in tesi, all’esclusione di entrambi i genitori dall’esercizio della potestà, con nomina di un tutore al figlio minore.
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visite giornaliere e codici aggiunti
Coraggio, non siamo in Iran !
Contiene solo verità che chiunque può verificare di persona.
Aforismi personali e non
- Molti fanno mercato delle illusioni e dei falsi miracoli, così ingannando le stupide moltitudini (Leonardo da Vinci)
- Non mi sono mai sentito tanto
inefficace come quando mi è necessitato azionare la carta Costituzionale: dai giudici a tutti gli operatori del sistema legale, tutti si affannavano ad eludere la legge, pavoneggiandosi nel dimostrare di esserne al di sopra e capacissimi di eluderla. Sono sempre loro, fomentano odio, razzismo, discriminazione, separazione, vogliono ridurre le famiglie ad un mucchio di gatti randagi da internare in recinti appositi, per poi gestirle con la paura del potere (giosinoi)
- Anche una pulce incazzata può provocare una infezione nel dinosauro (giosinoi)
- Il ladro ti dice "o la borsa o la vita"; la moglie ti prende sia l'una che l'altra! (Enzo Iacchetti)
- Teorema dei cinesi : se tanti fanno poco, l'effetto è grande.
- L'ignoranza è mancanza di informazioni. Senza informazioni il cervello è solo un meccanismo chimico che trita l'acqua e brucia zucchero senza mai capire perchè (giosinoi)
- Il prodotto letterario di un piccolo tecnico è arte. E sortisce effetti moltiplicativi contro l'ignoranza molto più del mero confronto tra impreparati, che non migliorano oltre il limite del loro stesso sapere (giosinoi)
- Noi conosciamo la verità non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore. (Blaise Pascal). Ai giudici la verità non frega niente, è un lavoro inutile, basta la non-verità processuale (giosinoi)
- Le esperienze dei capri espiatori non devono rimanere dentro di sé e perdersi nel tempo, come vuole il sistema che lucra dei propri impuniti errori. Vanno altresì affidate all’informazione per tutti, mediante il canale non politicizzato né omologato, non controllabile dalla dittatura, inestinguibile ed in soffocabile, come un grido perenne che scolpisca la memoria dei giusti. (giosinoi)
Per le persone poco sofisticate, la giustizia più che essere capita ha bisogno di essere sentita, come l’intelligenza dell’ignorante in materia sa fare ascoltando l’eco che i fatti e le moltitudini da prima si portano dietro (giosinoi)
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